L’università offshore!
Questa lettera è una replica ironica all’ennesimo intervento del presidente di Confedilizia in merito alla presenza dell’Università in città.
La versione integrale
Anche questa settimana l’Avv. Gambini ci allieta con la novella dell’Università a Tombolo.
È curioso che abbia scelto all’interno del Comune di Pisa il punto più distante dal centro storico.
Pare veramente in preda al parossismo, con la sua visione di Pisa città “assediata” dalle truppe del Magnifico. Sarebbe troppo facile parlare della funzione del nostro ateneo in città, con il recupero di così tanti immobili “ex”(Marzotto, Etruria, Gea, Guidotti, …) che difficilmente potrebbero essere destinati a funzione residenziale; del problema dell’indotto culturale ed economico manco a parlarne, eppure vi sono moltissimi esercenti che rimpiangerebbero la presenza dei 50.000 lanzichenecchi(anzi, saraceni) allievi del nostro Ateneo. Si rende conto che farsi espellere dal centro, l’Università dovrebbe trovare compratori per tutti i suoi immobili, pagarsi i terreni e costruire una cattedrale nel deserto?
Cosa farne poi del nuovo polo in costruzione tra Economia ed Agraria o degli storici edifici di Ingegneria? Sono comprese nel suo piano o, essendo fuori le mura, non le interessano?
Ho una modesta proposta per Lei: costruiamo una bella Università offshore! Decida lei dove, se all’infausta Meloria o davanti a Boccadarno! Laggiù, in mezzo al mare, c’è un sacco di posto: sarà il faro della conoscenza, e in più la movida potrà mettersi pinne e boccaglio e sloggiare dal centro: non ci sarà disturbo per nessuno! E avremo tanti loculi da ripristinare in appartamenti da affittare a prezzi di favore. Famiglie, il vostro esilio tra Cascina e San Giuliano potrà terminare, qui si fa beneficienza!
Eppure sono convinto che i pesci avrebbero qualcosa da obiettare…



